Menu

L’Italia detiene una quota di mercato di poco inferiore al 30% del totale, si conferma il primo Paese esportatore di vino in Russia, dove nei prossimi anni si attende un’ulteriore crescita del 5% della domanda.

Negli ultimi 15 anni l’incremento della domanda in questo Paese ha avuto pochi eguali nel mondo e le prospettive future sono positive, se è vero che il peso dell’upper class nel 2022 salirà al 25% sul totale della popolazione.

Il food italiano rappresenta un vero e proprio marchio, la cucina italiana in Russia è seguita ed amata, il prodotto alimentare oltre che una vera e propria leccornia è visto anche come un prodotto di qualità.

Le sanzioni imposte dalla Russia nel 2014 in risposta alle sanzioni occidentali limitano nella quasi totalità l' importazioni dei prodotti freschi limitando quindi sensibilmente il raggio d' azione, ciò nonostante il mercato russo riamane molto appetibile sotto vari aspetti, in primis il concetto di Made with Italy, ovvero l' attivazione di prodotti italiani in Russia con materie prime russe andando ad attivare un processo di esportazione di know how ben pagato e con discreti risultati ad oggi tanto da farlo divenire il punto di forza di Eataly che ha insediato a Mosca un punto vendita in cui si è compensato una gamma di prodotti con produzioni locali tutto sommate di discreto livello seppur ancora lontano dal vero prodotto italiano, con ogni probabilità irraggiungibile per un discorso di territorio e microclima.

Per quanto concerne la grossa distribuzione i prodotti confezionati hanno un ampio margine di richiesta, molte catene di GDO russe si stanno attrezzando inserendo linee di prodotto marchiate con prodotti italiani e confezioni realizzate in Italia.

Grossi marchi come Barilla, Parmalat, Ferrero e Galbani, quest' ultima di proprietà francese, hanno insediamenti produttivi in Russia.

Offriamo servizi di :

  • consulenza  
  • studi di mercato
  • supporto vendita su vari livelli

Per informazioni compilate il form sottostante.